INCOMUNICABILITÀ

Nulla esiste; se … esiste, non è comprensibile all’uomo; se pure è comprensibile, è per certo incomunicabile e inspiegabile agli altri.” Gorgia

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci se nelle parole che io dico metto il senso e il valore delle cose che sono dentro di me, mentre chi le ascolta, inevitabilmente, le assume col senso e il valore che hanno per sé del mondo che egli ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!” Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore

Ricamo di chiusura su due maschere neutre F+M (filo nero per la maschera neutra maschile, filo rosso per quella femminile), 2013   

L’incomunicabilità è una condizione esistenziale causata da un atteggiamento emozionale che rende difficile o impossibile comunicare con alcuni o con tutti. Questa incapacità di stabilire un rapporto con gli altri nasce dalla mancanza di un’autentica conoscenza di se stessi e degli altri che porta ad una condizione di isolamento e solitudine.

L’opera presentata è composta da due maschere neutre le cui dimensioni rappresentano la figura femminile, quella più piccola, e la figura maschile, quella più grande.

Su entrambe le maschere è stato effettuato un intervento di chiusura.

Tale intervento è reso visibile dal ricamo con filo rosso per la maschera femminile e dal ricamo con filo nero per la maschera maschile.

Questo “racconto” vuole simboleggiare la mancanza di comunicazione tra uomo e donna.

Il chiudere i fori degli occhi, delle narici e della bocca simboleggia un ipotetico se non reale disagio nel non riuscire a tirare fuori sentimenti, disagi, o solamente il proprio modo di sentire e vivere, ma anche nel non permettersi di vedere, annusare/odorare e quindi sentire, parlare o gustare baciare o ridere.

Questo impedisce che l’altro possa a sua volta recepire il messaggio.

Entrambe le maschere sono chiuse, come se fosse un modo di protezione dell’uno nei confronti dell’altro.  Infatti, non entrando in contatto con l’altro non è possibile non venir capiti e quindi non è possibile non essere compresi e quindi non è possibile “fare male” o “farci fare del male”.

Questo forte disagio è una condizione che apparentemente può sembrare poco pericolosa, ma è una sorta di anestesia nei confronti della vita e dei rapporti tra gli individui, che dopotutto non sono semplici maschere neutre.